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Arte e storia

Il giardino del castello di Schwetzingen ospita - come ci si può aspettare da un parco del XVIII secolo - una ricca varietà di sculture. Dei e semidei dell’antico mondo delle leggende si fondono con allegorie di elementi naturali e stagioni che insieme a vasi e urne, leoni, uccelli e sfingi vanno a costituire un compatto “ensemble” di sculture che testimonia il pensiero e il programma di governo del principe elettore Carlo Teodoro.
Anche il centro di Schwetzingen ha un numero impressionante di sculture e oggetti d‘arte. Questi derivano da periodi diversi, sono composti in stili differenti e sono a scopi commemorativi, espressione di una visione del mondo o seguono la massima dell'art pour l’art. Oltre a queste opere d'arte, alcune nascoste e altre più in vista, vale la pena guardare alcuni esempi di “Arte in Costruzione” in spazi pubblici e il pittogramma presente sull‘asfalto.

Banana Spray

Thomas Baumgärtel, entrato nella storia dell'arte del XX secolo con lo pseudonimo di “Bananensprayer”, ha esposto nel 2008 le sue opere nell'aranceto del castello. Analogamente ad altri numerosi edifici in Germania e all'estero, l’artista ha disegnato sia all'ingresso dell'aranceto sia sulla facciata del Palais Hirsch, come ringraziamento e riconoscimento alla città, una delle sue famose “banane” a Schwetzingen. Queste sono parte delle oltre 4000 “banane” presenti nelle facciate di luoghi che hanno un rilevante interesse artistico in tutto il mondo. 

Senza sparagi è tutto banana

In memoria dell'anniversario dei 350 anni di coltivazione degli asparagi a Schwetzingen, è stato chiesto a Thomas Baumgärtel di progettare la facciata di un edificio comunale. Con il murales “Ohne Spargel ist alles Banane” (“Senza asparagi tutto è banana” ovvero “tutto bene” – n.d.t), si celebra a livello artistico l'importanza di Schwetzingen come “metropoli” degli asparagi. Parti della testa di un’asparago color giallo banana sono uniti da innumerevoli “banane spray”, uno stile che l’artista definisce “puntinismo delle banane”. Baumgärtel definisce questo dipinto murale, unico nel suo genere, una continuazione delle sue opere che ritraggono frutta.

Antenati, progenitori

All'inizio dell'estate 2019 è stato realizzato un murale sulla facciata del palazzetto dello sport del liceo privato. Esso è stato creato da Mehrdad Zaeri e Christina Laube, che da pochi anni creano murales in Germania e all'estero con il nome di “Duo Sourati”. Tale opera intitolata “Antenati, progenitori” trasmette il senso narrativo e poetico di Zaeri, illustratori di libri, e di Laube, scrittrice. Ad essere qui raffigurata è una ragazza che manda dei fiori alle anime dei suoi antenati e progenitori. La coppia di artisti ha scelto questo luogo in quanto passato (di fronte il giardino del castello), presente e futuro (scuola) si incontrano vicendevolmente.

Edicola

 L'oggetto più antico presente negli spazi pubblici è un’edicola che risale all'anno 1496. Il monumento religioso è una pietra eretta in memoria di un incidente, che accadde nella Mannheimer Straße, dove un uomo colpito da un cavallo fu sepolto sul luogo dell’incidente. Sulla colonna è stato inserito un piccolo tabernacolo liscio al cui interno c’è un medaglione in rilievo del Cristo crocifisso. Nel 1959 la colonna fu trasferita nella posizione in cui si trova attualmente.

Monumento ai caduti

Otto Mindhoff progettò nel 1970 il monumento ai caduti, che commemora i morti di entrambe le guerre mondiali. Una croce monumentale in alluminio ospita l'imponente rilievo del Cristo crocifisso. La rappresentazione è atipica per un monumento alla memoria dei caduti in guerra, ma l’artista Mindhoff voleva deliberatamente creare un paragone tra il martirio di Cristo e il destino dei soldati deceduti in battaglia: Gesù è rappresentato con delle forme geometriche additive tipiche dello stile di Mindhoff. La testa coronata di spine trasmette, in modo profondo, un forte senso di dolore per i superstiti e per i militari che hanno sacrificato le loro vite.

Pietra miliare di Berlino

La pietra di Schwetzingen fa parte di una serie di pietre miliari sparse sul territorio nazionale, che sono state volute dal commissario del governo federale di Berlino, Gerd Bucerius, a metà degli anni '50. Queste raffigurano in modo stilizzato l'orso berlinese dello scultore Renée Sintenis. Inoltre, viene elencata la distanza in chilometri dall'allora capitale della Germania tripartita, ovvero la distanza da Dönhoffplatz, nella quale si trova la copia prussiana della “pietra miliare zero” (1730).

“Wir91” (Noi91)

“Wir91” di Armin Forbrig si riferisce direttamente agli eventi politici dell'anno di creazione dell’opera. Armin Forbrig ha voluto rendere visibili “i problemi di integrazione interna e sociale che si sono creati dopo l'unità della Germania”. Lo scultore di Chemnitz ha creato da un pezzo di marmo non levigato l'illusione di un blocco, un tempo violentemente diviso, che è stato inevitabilmente riunito insieme con delle corde spesse che non possono essere slegate e che l’hanno ricongiunta ad una presunta unità. A posteriori, la sua valutazione lungimirante sulla riunificazione della Germania divisa si rivela abbastanza realistica.

Otto Mindhoff: facciata esterna del garage di Wildemann

Il linguaggio delle forme, stile caratteristico dell’artista Otto Mindhoff, emerge appieno nella facciata esterna del parcheggio sotterraneo di Wildemannstraße. Il monumentale rilievo in cemento copre quasi completamente la facciata. Ad uno sguardo più attento, si notano le rappresentazioni stilizzate di automobili e parti di veicoli, proprio in congruenza con la funzione dell’edificio portante. In questo contesto, le linee fluenti dominanti possono essere considerate come un'indicazione della dinamicità del movimento. Il rilievo è blu monocromatico ed è stato realizzato nel colore preferito dell'artista. 

Trouble Makers

Con il graffito “Trouble Makers”, l’artista di Magonza Jens Andres riproduce in uno spazio pubblico, con umorismo e allo stesso tempo facendo riflettere, il senso di spiazzamento. Nel parcheggio “Neuer Messplatz” nelle vie Zeyherstraße e Friedrichstraße egli ha contrassegnato due dei parcheggi con pittogrammi bianchi su sfondo blu, segnalando, con i colori giusti, che là, solamente gli ufo possono parcheggiare. Con questo graffito scherzoso Jens Andres pone una domanda sulla percezione dell’uomo e la sua perpetua abitudine del “permesso” e del “vietato”. 

La tomba di Hebel

La tomba ricorda la morte improvvisa del poeta alemanno Johann Peter Hebel avvenuta il 22 settembre 1826 a Schwetzingen, durante il suo soggiorno presso l'amico Johann Michael Zeyher, il direttore del giardino del Granduca. Già il giorno seguente, i solenni funerali si sono svolti nel vecchio cimitero. Dal 1854, un monumento in pietra arenaria gialla, progettata dell’ingegnere Fischer di Karlsruhe, adorna l’ultimo luogo di sepoltura del poeta. Sul medaglione è inciso il ritratto del poeta con una corona di alloro. 

Dipinto a muro di Johann Peter Hebel

Nel 2001 fu costruita la facciata dell’istituto Johann-Peter-Hebel, non lontano dalla tomba di Hebel. Heinz Friedrich ha progettato l’imponente ritratto del poeta, educatore e prelato. L’abbigliamento e gli accessori si riferiscono alle sue molteplici attività. Gli edifici rivelano i luoghi strettamente legati alla vita e alle opere di Hebel: il luogo di nascita Basilea, il luogo delle sue case d'infanzia nel Wiesental, le città dove ha lavorato come insegnante e prelato Lörrach, Karlsruhe, ed infine il luogo di morte Schwetzingen. 

Tecnoide, anni 80

Con la scultura “Tecnoide”, creata all'inizio degli anni Ottanta, Otto Mindhoff raggiunge il motivo centrale della sua opera visiva, ovvero la forma tridimensionale. All'inizio degli anni '60, il disegno della testa monumentale stilizzata appare in forme diverse nella pittura e nella serigrafia ed incarna l'incontro tra uomo e tecnologia ed il loro confronto nella vita quotidiana. Il motivo delle teste sfalsate, una dietro l’altra, si ritrova dentro a delle costruzioni simili a macchine che simboleggiano l'inevitabile essere in balia del progredire delle tecnologie. 

Amore

Nel 1991, il famoso regista d’opera, scenografo e artista visivo Achim Freyer progettò “Amore”. Dei volti stilizzati e mascherati costituiscono l’inizio e la fine di una spirale gigantesca che simboleggia una fusione totale dell’io nel tu. Essi sono tenuti insieme da un forte sentimento interiore di legame e allo stesso tempo dall’impossibilità di fuggire. Proprio per questo, ci sono le corna del diavolo su una maschera come indizio. Tutto sommato, con questo oggetto d’arte si rivela palese la benedizione e la maledizione dell’amore.

Ursula

La figura slanciata della donna (nel linguaggio popolare conosciuta come Ursula) è stata realizzata da Otto Schliessler nel 1935, secondo i canoni figurativi del Nazionalsocialismo. Essa era una parte del complesso architettonico dei “tre ponti” situato nella parte ovest della città di Schwetzingen, che è una prova dell’architettura “nuova” ed era stata posta là come fondo decorativo per i discorsi e per gli incontri d’onore. La ninfa tiene sulla testa un piatto, da cui scendeva, quasi come una tenda trasparente, dell’acqua, che “vestiva” il corpo della ninfa. La statua è oggi presente nel cortile interno del municipio.

Un cacciatore del Palatinato

La pittura muraria “un cacciatore dell’alto Palatinato” decora la facciata di una casa presente nella Gänsplatz. La composizione dinamica mostra uno storico cacciatore, dietro il quale si nasconde il conte del Palatinato Johann Casimir (1543-1592). Servitori, selvaggina, un branco di cani saltellanti circondano la vivace scena. Tutti i personaggi, abbigliati alla maniera del XVIII secolo sono di conseguenza un’immagine simbolica delle battute di caccia che si tenevano quasi quotidianamente nella residenza estiva, specialmente nel periodo di Carlo Teodoro. 

Il guardiano delle oche

Nel 1985, La fontana delle oche, progettata dal professor Martinsohn, è stata collocata di fronte al municipio. Il gruppo di statue in bronzo di un guardiano d'oche che suona il flauto sorveglia la fontana insieme ad alcune oche, dalle quali scaturisce dell’acqua. Lo scultore Fidelis Bentele di Oberstaufen im Allgäu utilizza uno stile molto espressivo. Il gruppo di figure, chiuse in sé, emana una calma quasi poetica. Il pastorello è pienamente assorto nel suono del flauto e si può, quindi, intuire che ciò rifletta “l’impegno profondamente religioso dell’artista”. 

The Claques

Per il gruppo di figure “The Claques”, Guido Messer piazza quattro busti maschili identici su piedistalli aggraziati. Uno si distingue per il colore rossastro del piedistallo rispetto agli altri. Forse questo potrebbe essere stato messo in risalto essendo “primus inter pares”. Gli occhi di coloro che applaudono sono chiusi, il che solleva la domanda: cosa o chi è applaudito “ciecamente” da una massa collettiva? Con ciò, l'artista esprime la sua critica all'autorità, alla supremazia e alla democrazia.

Monumento commemorativo per le vittime del Nazionalsocialismo

Nel 2013 è stato inaugurato il monumento commemorativo per le vittime del nazionalsocialismo. Matthias Braun ha scelto una forma figurativa per chiarire che si trattava di individui, che senza essere colpevoli, sono diventati un bersaglio: sono stati perseguitati, deportati, privati della loro casa e della loro famiglia ed uccisi. Il riflesso degli osservatori nei corpi lucidi trasmette il messaggio che i perseguitati e i colpevoli erano persone come “me e te”. Vittime, responsabili e generazioni successive entrano in una connessione inscindibile nello specchio della storia. 

Gruppo Mariano

L'opera mostra una chiara vicinanza stilistica alle opere di Peter Anton von Verschaffelt, scultore di corte del principe elettore Carlo Teodoro, che tra il 1760 e il 1769, realizzò delle opere, seguendo il canone dell'antichità classica per il giardino del castello. La corona con 12 stelle, lo scettro e la falce di luna della Regina del Cielo e, in particolare, la ferula di Gesù Bambino definiscono la tipologia della rappresentazione, ovvero la Vergine della vittoria. Una copia del gruppo di figure - in ordine inverso di attributi - decora il frontone della chiesa. 

  “LOOK”

L’installazione luminosa “LOOK” dell'artista di Mannheim Kurt Fleckenstein si rivela completamente solo dopo il calar del sole. L'illuminazione a lampade LED fa apparire l'oggetto da parete blu brillante. L’effetto delle luci alternate nei tubi delle due lettere “O” crea anche una componente cinetica che suggerisce il pedalare su due ruote. Va da sé che questo oggetto vada ad adornare la facciata esterna del “Museo del colore blu”. 

Il ciclista

Se un’automobilista, un ciclista o un pedone, provenendo dalla Schlossplatz, si dirigesse verso la Chiesa cattolica di S. Pancrazio, si sentirebbe subito confuso, perché, a prima vista, un “ciclista” sembra avvicinarsi frettolosamente procedendo contromano con la sua due ruote dal piazzale della Chiesa, fuori dalla strada, in direzione della Schlossstraße. Il senso di spiazzamento si dissolve però velocemente, non appena ci si rende conto che tale persona, seduta su una vera bicicletta, si rivela essere una scultura di legno realizzata in modo realistico. L’autore ritrae i suoi personaggi a figura reale in situazioni banali. Egli mette deliberatamente in scena un ciclista che trasgredisce le leggi del traffico.

La linea metallica

Nel 2017 Schwetzingen ha celebrato il viaggio inaugurale di Karl (Barone di) Drais con il suo velocipede che lo portò il 12 giugno 1817 dal castello di Mannheim verso la residenza estiva Schwetzingen. L'opera “Drahtlinie” (in italiano “linea metallica”), realizzato in filo di acciaio inossidabile rosso, ricorda questo evento, l'inventore e la sua invenzione. Werner Bitzigeio cita quindi evidentemente la draisina. L'artista, che vive nel villaggio di Winterspelt, sull’Eifel, suggerisce che l’opera tratta il disegno tridimensionale dell'inventore, le cui linee sono rappresentate dal filo metallico nello spazio.

Dintorni: P. Egell, San Giovanni Nepomuceno

Fino al 1883, la scultura di San Nepomuceno sorgeva sul ponte Johannesbrücke nella via che conduce ad Oftersheim (Oftersheimer Weg). In seguito, una copia della statua è stata spostata nel 1968 nella sua posizione attuale, all'angolo nord-est del perimetro del castello (l’originale è nel museo civico). San Giovanni Nepomuceno è raffigurato con vestiti e oggetti ordinari. La straordinaria scultura, la ricerca del dettaglio e la concezione interiorizzata, quasi meditativa della statua fanno dedurre che è stata la mano esperta di un’artista proveniente dal laboratorio dello scultore di corte Paul Egell (dopo il 1750) a scolpirla. 

Pietra commemorativa della torà di Schwetzingen

La pietra commemorativa ricorda la deportazione degli ebrei della regione di Baden a Gurs il 22 ottobre 1940. La progettazione e la realizzazione dell’opera sono il risultato di un progetto ecumenico per i giovani (2002-05) che ha coinvolto 137 comuni presenti nella regione Baden. Le copie delle 137 pietre commemorative formano un memoriale nel territorio del centro giovanile protestante di Neckarzimmern. La pergamena della Torà fa riferimento a un incidente del 1940 avvenuto a Schwetzingen: i soldati nazisti si fecero largo nella sala di ritrovo dei concittadini ebrei, rubarono e bruciarono la loro Torà.

Stemma del principe elettore Giovanni Guglielmo e della principessa Anna de' Medici

Due magnifici stemmi barocchi affiancano il cancello in ferro battuto all'ingresso del cortile del castello di Schwetzingen. L'eccellente opera scultorea è stata creata in occasione dell'espansione e della costruzione di un complesso barocco composto da tre parti nel periodo del principe elettore Giovanni Guglielmo del Palatinato e sua moglie Anna de' Medici. Gli stemmi rappresentano entrambe le casate e allo stesso tempo testimoniano un matrimonio molto armonioso, che era stato chiuso per ragioni di stato. Con Anna de' Medici, l'ultima sovrana di genere femminile, arrivarono nel Palatinato lo splendore e l’amore per la musica e la pittura. 

Il maiale della fortuna

Le sculture di Peter Lenk sono caratterizzate da un umorismo pungente ed una penetrante profondità. Lo scultore ritrae Carlo Teodoro che in cima a un pilastro di colonne cavalca un maiale in compagnia di una signora in stile rococò in abiti succinti. La raffigurazione fa riferimento ad un aneddoto secondo il quale Federico il Grande lo descrisse come “una persona pigra e “maiale fortunello che ha ereditato più terre di quante lui ne abbia conquistate”. La signora “civettuola” è un simbolo delle muse e delle amanti del sovrano appassionato d’arte.

Donna che vende gli asparagi

Il gruppo figurativo della donna che vende gli asparagi, è il simbolo per eccellenza di Schwetzingen che incarna i quasi 350 anni di storia della coltivazione degli asparagi. Una contadina offre la merce ad una bambina. Il suo cucciolo Nico ed altri oggetti di scena completano il gruppo scultoreo. Con la riproduzione naturalistica di figure e oggetti di scena, lo scultore di Speyer Franz W. Müller-Steinfurth ha seguito il desiderio espresso dal committente, il senatore onorario Herbert Prechtel. Egli mira ad un linguaggio formale realistico che ha come obiettivo la chiarezza della scena. 

Stemma del principato elettorale Carl-Theodor-Straße / Scuderie

Il principe elettore Carl Theodor governò il Palatinato elettorale dal 1742-99. A partire dagli anni '50 soggiornò per sei mesi nella residenza estiva di Schwetzingen. Il magnifico stemma del Palatinato elettorale risplende sopra l'arco dell'edificio della scuderia. Lo stemma dei territori del Palatinato, Baviera, Jülich, Cleve, Berg, Mörs, Bergen op Zoom, Veldenz, Mark e Ravensburg compare tra i due leoni di Wittelsbach, incoronati dalla berretta e circondati da oggetti di scena militari. Lo scudo centrale contiene al suo interno un arabesco, simbolo dello ius gladii del Principe elettore.

Pioppo “piramidale”

È il segno distintivo dello scultore di Potsdam Stefan Pietryga ad accogliere i viaggiatori ferroviari nella città della cultura di Schwetzingen: un albero slanciato e stilizzato che nasce da un piedistallo piramidale in acciaio zincato. L'oggetto rievoca l’associazione con un obelisco o un totem. In questo contesto, la versione colorata potrebbe costituire un rimando al “blu egiziano”, che è considerato uno dei più antichi pigmenti colorati prodotti artificialmente. Il blu simboleggia anche gli elementi naturali acqua e aria mentre il piedistallo, creato meccanicamente, quelli naturali complementari fuoco e terra.

Fontana dell’anniversario

Il granduca Federico I e sua moglie Luisa di Baden, impegnata nel sociale e vicina ai cittadini, erano così popolari a Schwetzingen che in occasione del loro anniversario di nozze d'oro fu donata loro una fontana. La sua inaugurazione ebbe luogo il 9 settembre 1906, in occasione dell’80° compleanno del regnante ed esattamente 100 anni dopo la nascita dello stato di Baden. La fontana, con i suoi medaglioni dove sono ritratti il Granduca e sua moglie, è molto semplice e pratica. La forma a testa di pesce del beccuccio della fontana rivela una vicinanza con lo stile Liberty contemporaneo.

Colonna d'Arte

Lo scultore costruttivista di Heidelberg Horstmann-Czech ha creato una scultura estetica perfetta dal punto di vista tecnico che è una combinazione, fredda ma allo stesso tempo magnetica, di marmo di Carrara levigato ed acciaio lucido. Nonostante l'esterno sia armonioso, l'opera è ricca di contrasti. Il ruolo dei coni d'acciaio appuntiti non è chiaro: offrono protezione alla colonna che si rivolge in avanti o sono una minaccia? L’opera “Colonna d’Arte” offre diverse interpretazioni e mostra, pur nella sua bellezza minimalista, la fragilità dell'arte.

Il mago dei colori

Nella pittura a muro “Il mago dei colori”, Heinz Friedrich ha avuto l'opportunità di elaborare un inno al suo principale mezzo di creazione come artista. Qui si svelano l’elegante morbidezza caratteristica del pittore, la sua forma espressiva e la differenziazione dei colori. Pappagalli colorati, pavoni, un ballerino e un arlecchino si librano sulla superficie in modo differenziato e virtuoso. Lo stesso creatore di questo mondo di colori appare travestito da mago nella metà sinistra del dipinto. Friedrich integra in modo supremo le caratteristiche della facciata nell'immagine.
 

Santi Re Magi

Il gruppo di figure dei “Santi Re Magi” segna l'ingresso alla Dreikönigstraße in alto in una nicchia di un edificio. Hans Volker Dursy raffigura i tre re magi come persone normali in posizione frontale e non come figure spirituali in una rappresentazione cristiana. Infatti, manca nell’opera il consueto riferimento alla Natività. Con la disposizione “invertita” dei personaggi, Dursy aggiunge un elemento di saggezza attraverso la rappresentazione dell’età dei Re Magi: egli raffigura Baldassarre come un anziano (passato), Melchiorre come un uomo di mezza età (presente) e Gaspare come un giovane (futuro).

Intra Muros

In “Intra Muros”, Hüseyin Altin applica i principi stilistici della scultura costruttiva. L'attenzione è focalizzata su un gioco omogeneo tra materiali come la pietra naturale e la pietra fusa, così come tra le forme geometriche rettangolari e quadrate. Un foro nella lastra di marmo fornisce una visione poetica, dando al tempo stesso alla perfezione, l’impressione di un’assenza. Il razionale fluisce dolcemente nel regno dell’emotivo e rivela tutto ciò che può avvenire - ricordando le “Epistole” di Orazio - nel segreto del peccato e nella mancanza.

Facciata dell'edificio di Friedrichstraße 20

L'edificio di Friedrichstraße 20 ha una struttura particolarmente insolita. L'ex proprietario, l'ebanista August Allert, ha fatto creare qui uno “spazio pubblicitario travolgente” per “la sua arte”. La sontuosa facciata ornamentale in legno intagliato prende spunto liberamente dall'edificio rinascimentale di Heidelberg “Haus zum Ritter”. La figura di Bernardo di Baden (1428/29-1458) corona la facciata con la scritta: “Ars Longa - vita brevis”. Un'altra iscrizione ricorda il principe elettore Carlo Teodoro, che appare maestosamente a figura intera in una nicchia ad arco tondo.

Il saltatore del gioco della cavallina

Heinz Friedrich ha creato con quest’opera un incontro sinergico di forme geometriche di base. La sequenza di angoli delle forme si unisce al salto attivo su una figura curva e statica. Oltre alla dinamicità e alla staticità, il gruppo di figure rappresenta il contrasto tra il peso della materia e la fragilità delle singole forme. La versione, con le sue strisce e i suoi spazi grigi, bianchi e gialli, che si alternano e non sono rigorosamente definiti, in veste espressionista va oltre il semplice gruppo di figure e porta così ad un effetto d'insieme omogeneo.

 Uccisore di draghi

Bernhard Apfel di Tölz si distingue per la sua caratteristica ed eccellente destrezza manuale, l'arguzia, l'umorismo acre e il suo oscillare tra “santa contemplazione” e “desideri mondani”. Ha creato il trionfatore sul male nel linguaggio raffigurativo espressionista come potenziale simbolo di ogni essere umano. I sorprendenti tratti facciali del vincitore si ritrovano nel volto intriso di sangue del drago. In questo raddoppiamento, il drago prende il ruolo di “alter ego” del personaggio principale diventando quindi trofeo della propria lotta interiore verso il successo.

Porta della città o “Il ginnasta”

La “porta della città” dell'artista di Mannheim Kurt Fleckenstein mostra le caratteristiche tipiche della Land Art che combina elementi naturali e oggetti costruiti manualmente in acciaio zincato. La porta si trasforma in una parallela monumentale grazie al posizionamento di un esile ginnasta. L'atleta compie dei movimenti sulla barra orizzontale volutamente verso sinistra in modo da - secondo la concezione di Fleckenstein - “salutare il visitatore nel centro storico con un sorriso”. In qualità di elemento “portante” per un cosiddetto “shoefiti” (shoe+graffiti ovvero la pratica artistica giovanile di legare i lacci delle scarpe a dei cavi - n.d.t) la giovane generazione attribuisce al “ginnasta” un ulteriore componente contenutistica.

Senza titolo

Un’opera senza titolo raffigurante un angelo dello scultore Michael Lîngren, noto nella regione del Rhein-Neckar e residente a Neckargemünd, è presente all'esterno della chiesa cattolica di Santa Maria di Schwetzingen. Le forme geometriche di base del triangolo e della sfera si sommano insieme alla lamiera incurvata per formare una scultura monumentale e stilizzata di un angelo. L'essere celeste arcaico e puro ha un grande fascino ed attira consapevolmente lo spettatore alla “contemplazione emotiva”.

Colonna dell’orologio “Schwetzingen by Horst Hamann”

Nel 2016, si è tenuta presso l'aranceto del castello di Schwetzingen, la mostra “Schwetzingen by Horst Hamann”. Il rinomato fotografo, diventato famoso nel mondo con i suoi “New York Verticals”, ha scattato una serie di fotografie della città, del castello e del giardino del castello, alcune delle quali sono esposte anche nel municipio in modo permanente. Quattro opere, che si possono riconoscere dallo stile caratteristico di Hamann, sono ora presenti anche negli spazi pubblici, e fanno da colonna ad un orologio. Tale colonna si trova sul rettilineo barocco, che collega la residenza estiva di Schwetzingen con la collina Königstuhl nei pressi di Heidelberg.

 Bici Aerea

L'artista di Kiel Björn Schülke espone all'ingresso della città di Schwetzingen la sua opera d’arte. La bici aerea è fissata su una graziosa asta in acciaio. Attraverso la montatura di un suo equilibratore, di ali, alette ed eliche questo readymade sembra essere un velivolo funzionante basato su una bicicletta. Schülke mette in atto una “finta” poiché le ali sono pali da cui passa l'aria, e pertanto l'oggetto non è idoneo al volo!



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